DELRIO

Varata dopo 22 anni la riforma della governance portuale. Nascono le Autorità di Sistema Portuale

Dopo svariati tentativi mai portati a termine, nel tardo pomeriggio di giovedì ha visto finalmente la luce, la riforma della legge 84/94 istitutiva delle Autorità Portuali. D’ora in poi, come previsto dal decreto legislativo licenziato dal Consiglio dei Ministri, si dovrà parlare di “Autorità di Sistema Portuale” (AdSP).
Il documento approvato tiene conto di alcune modifiche proposte dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza Stato-Regioni, dalla competenti Commissioni di Camera e Senato. Punto centrale della riforma: l’accorpamento delle Autorità Portuali, che passeranno dalle attuali 24 a 15 AdSP, con sede in cui porti ritenuti strategici, i cosiddetti porti “core” previsti dal Regolamento 1315/2013 dell’UE . Obiettivo del Governo era, infatti, quello di apportare una semplificazione rilevante e, al contempo, dare una regia unica al frammentato sistema dei porti italiani che movimentano circa l’85% delle merci da e per l’Italia.
La figura del ministro assume un’importanza fondamentale poiché sarà lui a decidere la strategia nazionale e avrà, quindi, l’ultima parola su investimenti, pianificazione e organizzazione, anche se potrà decidere di essere coadiuvato da un esperto in materia. I presidenti delle AdSP dovranno confrontarsi con lui in sede di “Conferenza nazionale di coordinamento”. Spazio, quindi, alle semplificazioni. In tutti i porti saranno istituiti tre distinti sportelli unici, rispettivamente dedicati ad atti amministrativi ( concessioni e autorizzazioni demaniali), ai controlli doganali ed alle formalità in arrivo ed in partenza per le navi. Insomma, ha spiegato il ministro Graziano Delrio, “più semplicità per le imprese e più possibilità per i nostri porti di diventare un motore di sviluppo e occupazione”. Il testo favorisce anche il processo di semplificazione dei piani regolatori portuali e introduce la redazione di un documento di sostenibilità energetica e ambientale dei porti. Lascia, infine, alle attuali Autorità Portuali la possibilità, previa richiesta motivata, di mantenete fino a 3 anni l’autonomia amministrativa e finanziaria.
Le nuove AdSP saranno guidate da un Presidente nominato direttamente dal ministro, d’intesa con le regioni interessate -mandato in pensione il vecchio e complicato meccanismo delle “terne” – ; potranno mantenere partecipazioni in società ma solo relativamente agli ambiti dell’intermodalità e della logistica e con quote di minoranza.
I Comitati Portuali vengono cancellati e sostituiti da Comitati di Gestione ristretti, composti dal Presidente dell’AdSP, dai rappresentanti della Regione, del Comune, della Città Metropolitana e dell’Autorità Marittima. Le categorie che operano in porto saranno rappresentate negli Organismi di partenariato della risorsa mare. Novità, invece, per quanto riguarda le Commissioni consultive, le quali, cancellate nel testo originario, sono state reinserite nel nuovo decreto ma saranno composte solo dai rappresentanti dei lavoratori delle imprese che vi lavorano.
Due settimane per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la nuova riforma della governance portuale sarà effettiva. Solo allora le 15 Autorità di Sistema Portuale diventeranno una realtà concreta.
Ma adesso si apre la fase più critica: la nomina dei presidenti delle nuove AdSP.

G.S.