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Sicurezza, questa sconosciuta. Come formare, come operare

di Giantelemaco Perticara*

Nel termine italiano sicurezza gravitano due concetti che in altre lingue sono espressi da parole differenti e distinte. Per questo motivo ricorriamo al termine inglese security, che corrisponde alla sicurezza intesa come “protezione da atti intenzionali che potrebbero ledere cose o persone”; mentre il termine safety riguarda la sicurezza delle persone, intesa come “incolumità da incidenti di natura non intenzionale”.

In quasi tutte le lingue, il termine sicurezza non è differenziato; per questo noi, nella nostra rubrica, quando parleremo di sicurezza intenderemo la categoria definita dal termine inglese security.

Nello specifico tratteremo di tutte quelle attività che ruotano intorno alla sicurezza o meglio alla security, come ad esempio: la formazione del personale, in particolare degli obblighi di formazione nella particolare funzione di sicurezza sussidiaria svolta dalla guardia particolare giurata addetta  ai servizi di security per i mezzi di trasporto; sicurezza complementare; sicurezza sussidiaria; leggi e regolamenti inerenti tali funzioni; pianificazioni di security; armi e nuove tecnologie applicabili al campo della sicurezza. Una particolare rubrica, che chiameremo “come agire”, suggerirà metodi, procedure e consigli su casi e circostanze riscontrabili nei servizi di sicurezza.

Da  Sicurezza Complementare a Sicurezza Sussidiaria:

Per SICUREZZA COMPLEMENTARE (D.M. 85/99) s’intende una sicurezza aggiuntiva, accessoria ed integrativa rispetto alla “attività” di Pubblica sicurezza in senso stretto, svolta dalle forze di polizia.  Art. 256 Bis Regolamento di esecuzione del TULPS.

Con la SICUREZZA SUSSIDIARIA (D.M. 154/2009), a prescindere dalla regolamentazione delle attività di vigilanza privata fatta dall’art. 256 bis del Regolamento di esecuzione al TULPS, il legislatore ha voluto porre l’accento sul concetto di sicurezza svolta da organizzazioni private, finalizzata a collaborare con le forze di polizia nelle attività di contrasto al terrorismo.

Tutte le strutture di sicurezza privata e le guardie particolari giurate che  prestano  servizio  negli  ambiti indicati dal DM 154/2009 (porti, stazioni, trasporti terrestri di linea) hanno il dovere di prestare, durante il servizio, la massima attenzione  all’osservazione  di  quanto  possa  avere rilievo per la sicurezza dei cittadini. Infatti si parla di sicurezza sussidiaria e non vigilanza privata sui beni mobili o immobili.

Il concetto non è allineato nemmeno a quello di sicurezza complementare ove, nel DM 85/1999, non si rinvengono analoghi riferimenti alla sicurezza dei cittadini, ma si parla di controlli sui passeggeri.

Le condizioni e modalità per lo svolgimento dei servizi.    

I servizi indicati nell’articolo 2, commi 1 e 2, possono essere svolti, soltanto da Guardia particolare giurata, previo accertamento da parte del PREFETTO della sussistenza dei requisiti.

Tali attività possono essere svolte inoltre tramite:

  • Direttamente dalle autorità portuale;
  • Dagli enti o  società di gestione dei servizi portuali o ferroviari;
  • Possono in alternativa essere affidati ad istituti di vigilanza.

Le modalità  di  espletamento  dei servizi sono approvate dal QUESTORE,  sulla  base  delle  direttive  tecnico-operative   impartite  dal  Ministero  dell’interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

I servizi di sicurezza sussidiaria, sono:

I servizi di sicurezza che possono essere svolti all’interno delle strutture portuali, ferroviarie, dei terminal passeggeri e dei relativi mezzi di trasporto (comma 1°);

i servizi di sicurezza che nell’ambito dei piani di sicurezza dei porti, redatti ai sensi del Regolamento (CE) 725/2004 e del decreto legislativo 203/2007, gli  enti o società  di gestione portuale, le società ferroviarie e le società dei  servizi  di  trasporto in concessione possono svolgere direttamente,  ovvero  mediante  affidamento ad istituti di vigilanza privata, con l’impiego, in entrambi i casi, di guardie particolari giurate (comma 2°).

In particolare le attività, sono:

  1. controlli con utilizzo di apparati RX, Metal Detector, Rilevatori di esplosivi
  2. controlli manuali (tecnica  del  pat-down)  e  con l’utilizzo  di unità cinofile;
  3. controllo ai varchi carrabili e pedonali dei sedimi portuali, compresa  la verifica dei titoli di accesso alle singole aree;
  4. controllo dei veicoli all’imbarco;
  5. vigilanza presso i terminal passeggeri e merci.

Addestramento del personale

I soggetti autorizzati allo svolgimento dei servizi di sicurezza sussidiaria devono  provvedere all’addestramento del personale addetto ai controlli di sicurezza, il cui  contingente  deve  essere numericamente adeguato alle specifiche esigenze,  organizzando specifici corsi teorico-pratici, tramite  scuole autorizzate ai sensi del disciplinare d’attuazione del DM 154/2009

La  durata di  tali  corsi è di almeno 40 ore tra teroria e pratica, commisurata  alle  mansioni a cui l’addetto alla sicurezza sarà adibito.

L’accertamento dei  requisiti  addestrativi  degli  addetti ai controlli  di  sicurezza è effettuato da  una  apposita  commissione  nominata  dal  PREFETTO e composta da:

  1. a) un esperto delle tecniche impiegate nei sistemi di controllo di sicurezza,
  2. b) un componente esperto di una lingua straniera;
  3. c) un componente designato dal dirigente o comandante dello scalo ferroviario o marittimo;
  4. d) un componente del  competente  ufficio  di specialità della Polizia di Stato;
  5. e) un componente designato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di specifico interesse.

Le prove d’esame consistono:

  1. a) in un colloquio sulle materie del programma di formazione e sulla conoscenza della lingua straniera;
  2. b) in una prova pratica finalizzata all’accertamento del corretto utilizzo delle apparecchiature e delle altre tecniche in relazione alle mansioni di sicurezza che ciascun dipendente sarà chiamato a svolgere.

Al contempo sul versante marittimo nello stesso disciplinare vengono definiti i programmi per la formazione degli addetti ai servizi di antipirateria a bordo del naviglio Mercantile battente bandiera italiana, previsto dall’art. 3, del D.M. 28/12/2012, n.266.

Ancora non tutti sono a conoscenza vi sono nuovi ruoli nell’ambito della sicurezza portuale marittima previsti dal Reg. UE n° 725/2004, meglio disciplinati in seguito dal Programma Nazionale di sicurezza marittima del 2007, il quale determina e prevede corsi di formazione professionale per la certificazione di tali figure:

  • Company Security Officer (Responsabile della Sicurezza della compagnia di navigazione)
  • Ship Security Officer (Responsabile della Sicurezza della nave)
  • Port Facility Security Officer (Responsabile della Sicurezza dell’impianto portuale)
  • Port Security Officer (Responsabile della Sicurezza del porto)

Detti corsi devono essere erogati da:

  • Istruttori in maritime security certificati,
  • Centri di formazione privati autorizzati dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, con docenti con qualifica di istruttori certificati. (entreremo in questo specifico argomento prossimamente).

Ritornando ai servizi di Polizia sussidiaria, il Regolamento recante disposizioni per l’affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonché nell’ambito delle linee di trasporto urbano, per cui non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà, che si aggiunge all’ancora operativo DM 85/1999 (Regolamento in materia di affidamento in concessione dei servizi di sicurezza in ambito aeroportuale), ha aperto una miriade di possibilità lavorative, regolamentando importanti servizi per l’attività di vigilanza.

È poi diventato operativo anche il Decreto Ministeriale 269/2010, che supera il limite provinciale della licenza prefettizia lasciando alle imprese il compito di determinare i propri ambiti territoriali, in un quadro di regole omogenee per tipologia di servizi e per ampiezza degli ambiti operativi, nella logica del perseguimento di una più elevata qualità organizzativa e di servizio.

Ora a tutto questo va aggiunta la formazione professionale delle guardie giurate e la normativa UE circa la certificazione della qualità dei servizi di sicurezza.

In questa prospettiva e con queste normative il mercato attuale della vigilanza cambierà, perché chi sarà pronto al cambiamento potrà “approdare” all’opportunità che offrono i nuovi servizi di sicurezza sussidiaria quali Porti, Areoporti, Stazioni ferroviarie, metropolitane e servizi di linea urbani.

Il DM 154/2009 ed il DM 85/99 definiscono quei servizi di sicurezza (security) che il privato (gestore di beni demaniali, quindi gestore aeroportuale o autorità portuale) può svolgere direttamente o attraverso Istituti di Vigilanza, ma l’aspetto fondamentale di tali norme è che le risorse economiche per il finanziamento di tali servizi vengono definiti dalle norme stesse (art 8. DM 154/2009 ed art. 8 del DM 85/99).

Importantissimo è chiarire che le risorse economiche sono definite dal movimento di passeggeri e di merci nei vari: Porti, Aeroporti e Stazioni Ferroviarie in quanto gli oneri sono a carico dell’utenza, implementati sul titolo di viaggio, sotto il nome servizi di security, il che significa “più traffici, più risorse economiche garantite”.

Il secondo aspetto dell’opportunità è l’applicazione di norme europee chiare e molto particolareggiate in termini di security.

Norme che definiscono sempre di più i servizi, le modalità operative ed anche quali e quante risorse da impiegare.

Quale è la formula vincente in questo caso?

FORMAZIONE

Le nuove normative di settore pongono l’accento tutte ad un aspetto fondamentale quale la centralità dell’operatore, la Guardia particolare Giurata, o Addetto ai Servizi di Sicurezza e il Direttore Tecnico dei servizi di sicurezza, che in questo caso acquisisce per legge la qualifica giuridica d’incaricato di pubblico servizio (ex art. 358 c.p.)

Questo percorso avviene tramite la definizione di piani formativi, dove per formazione non s’intende un insieme di nozioni gettate a caso, ma di una formazione continua e aggiornamenti misti a teoria e pratica finalizzati a rispondere ai cambiamenti delle norme e delle tecnologie impiegate nella security, al fine di garantire maggior sicurezza ai cittadini in ambienti critici.

Il Decreto 154/2009 mira a migliorare tale percorso formativo, disponendo che le imprese non possono adibire il personale di sicurezza a compiti diversi da quelli inerenti alla qualità giuridica da essi rivestita o per la quale abbiano ricevuto uno specifico addestramento documentato e specificato sul proprio decreto.

QUALITADEI SERVIZI

Altra condizione per l’aumento di opportunità lavorative è un’elevata qualità organizzativa ed operativa dei servizi di sicurezza, perché tali servizi sono costantemente monitorati e verificati dalle autorità di riferimento, nazionali ed europee.

La sicurezza oltre ad essere un bisogno primario, comediceva  Abraham Maslow, è un bisogno fondamentale per l’uomo. Oggi offre in questo momento grosse opportunità di sviluppo non solo economico, ma anche professionale. Porti, Aeroporti e Stazioni rappresentano idealmente delle porte su un mercato nazionale, europeo ed internazionale, a patto d’adeguarsi ai tempi e non per ultimo alle normative.

Giornalista, esperto in security e piani di sicurezza, docente universitario presso il Master di II livello in Scienze Forensi Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Istruttore certificato in Maritime Security, Direttore della Sicurezza del Porto di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, (Port security officer, Port facility security officer).

Disciplinare DM 154/2009

D.M. 85 Gennaio 1999

D.M. 154/2009