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Satelliti sotto cyber-attacco

Intel Security ha lanciato l’allarme sulla crescita esponenziale delle infiltrazioni del cybercrimine nell’industria aerospaziale interrogandosi su un 2016 che potrebbe essere l’anno di svolta per la sicurezza informatica

Secondo lo studio condotto da Intel Security, lo spazio (e quindi il sistema dei satelliti) sarà il prossimo bersaglio dei cybercriminali, una frontiera che, al contrario di quanto si possa pensare e prevedere, risulta facilmente valicabile a causa dell’assenza o della completa inefficienza dei sistemi di sicurezza adottati dalle imprese, e la cui importanza è stata ampiamente sottovalutata. Il 2015 è stato sicuramente un anno nero per la sicurezza informatica e ha fornito sin troppe indicazioni sui rischi che incombono.

La dipendenza dai satelliti in orbita bassa al fine di supportare l’infrastruttura delle telecomunicazioni rende vulnerabili settori strategici, esponendoli a intercettazioni e altre manovre che violano la privacy. Di questa fragilità si sono già serviti gruppi di cybercriminali che stanno sfruttando proprio le comunicazioni satellitari commerciali al fine di nascondere il loro operato e le infrastrutture di controllo, con il risultato di rendersi irrintracciabili dalle piccole imprese che non riescono a identificarli perché i satelliti che dovrebbero aiutarle sono fuori controllo.

L’industria aerospaziale si è affidata a tecniche di dissimulazione come principale misura di protezione, ma la diffusione nell’utilizzo dei satelliti per supportare la connettività e le telecomunicazioni, li rende vulnerabili (causa la mancata adozione di misure di sicurezza nei principi di progettazione relativi a questi sistemi di telecomunicazione) difronte a un possibile vettore d’attacco facilmente hackerabile dai cybercriminali.

Le comunicazioni satellitari avevano registrato  2 attacchi nel secondo semestre 2014; ne hanno subito 20 i nel primo semestre 2015. Una crescita esponenziale che minaccia direttamente tutti i sistemi che regolano ad esempio i flussi della  grande distribuzione; basti pensare che il solo comparto dell’automotive ha subito una crescita degli attacchi informatici pari al 400% in piú.