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Riforma portuale: Assoporti e le modifiche proposte in Commissione al Senato

L’Associazione dei Porti Italiani, chiamata in audizione dalla VIII Commissione del Senato (Lavori Pubblici) nell’ambito dei pareri consultivi che le commissioni parlamentari competenti devono fornire sul decreto legislativo licenziato dal Consiglio dei Ministri a fine gennaio, ha presentato un documento attraverso il quale, sostanzialmente, ha sintetizzato i suggerimenti da apportare al testo relativo alla riforma portuale.
Venerdì scorso, infatti, il Presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, ha ribadito il suo sostegno alla riforma “per quanto riguarda gli accorpamenti che superino l’attuale assetto di “city port”, in chiave di un forte recupero di competitività; ha, altresì, espresso apprezzamento rispetto a tutte le misure di semplificazione previste dal decreto. Proprio nell’ottica di un efficientamento del sistema e, quindi, di un supporto all’intero impianto della riforma, Assoporti ha formulato quattro proposte che dovrebbero tradursi in emendamenti . Vediamo di cosa si tratta.
1. Il primo emendamento riguarda la salvaguardia della natura operativa specifica delle Autorità Portuali, recependo certo i principi generali del DM 165/2001, ma evitando di trasformare le future Autorità di Sistema Portuale (AdSP) in semplici uffici pubblici decentrati;
2. possibilità per le future AdSP di mantenere partecipazioni in società strumentali alle attività logistiche e ai servizi di interesse generale, ovviamente laddove questi non abbiano riscontri di mercato nell’immediato e fermo restando i vincoli imposti dalle varie normative vigenti in termini di contenimento della spesa pubblica e riordino delle società partecipate/controllate;
3. distinzione chiara di ruoli e funzioni tra le istituende AdSP e l’Autorità Marittima, soprattutto in temo di sicurezza portuale complessiva e della navigazione nello specifico;
4. la quarta proposta suggerisce la riflessione su una norma transitoria che “possa accompagnare dal punto di vista amministrativo il processo di accorpamento delle attuali Autorità portuali”, senza con ciò rallentare l’istituzione delle nuove AdSP né la nomina dei nuovi organismi di governance.

I senatori presenti in audizione pare che abbiano accolto favorevolmente le proposte presentate da Assoporti; in particolare Marco Filippi (PD e relatore della norma) ha espresso “piena condivisione”, ma ha fatto intendere che vorrebbe cambiare anche il tavolo di coordinamento dei porti previsto dal decreto, prevedendone al vertice non un dirigente, ma il ministro stesso.
Intanto ieri, sempre su proposta del senatore Filippi, sono stati auditi i rappresentanti del cluster del mare che, pur promuovendo nella sostanza la riforma dei porti, bocciano il “tavolo di partenariato della risorsa mare”, o meglio vorrebbero che fossero maggiormente chiarite le funzioni. Una preoccupazione esternata in audizione da Assiterminal, Federagenti e Confitarma.

G.S.