PORT OF LA SPEZIA

Porto di La Spezia: sfratto alla politica

Prendetevi pure a pugni, ma quando uscite da qui dentro, il porto deve essere sicuro che nessuno speculi sul suo futuro e su quello di chi nel porto e per il porto lavora. Il messaggio lanciato dalla Community portuale spezzina, entrata a gamba tesa nelle polemiche fra Autorità portuale e Comune, o meglio fra presidente dell’AP e Sindaco di La Spezia, o meglio nella resa dei conti interna al PD, è inequivocabile.

Passi che la politica si interessi dei territori e dello sviluppo del paese, solo quando in ballo ci sono voti o interessi particolari. Ma che la politica, in un paese allo stremo come è l’Italia, si permetta di compromettere lo sviluppo con lotte intestine a partiti, che rappresentano la pallida controfigura di un soggetto politico, è davvero troppo. Il fatto che gli agenti marittimi, gli spedizionieri e gli spedizionieri doganali di La Spezia abbiano preso posizione in modo cosi’ netto invitando i contendenti a chiudersi in una stanza, senza giornali o dichiarazioni,  e a uscire fuori con un piano per lo sviluppo del porto, segna un precedente di ben maggiore importanza, rispetto a quanto sia stato percepito.

E’ la rivolta dell’impresa, la rivolta di chi lavora. Vale la marcia dei 40.000 quadri Fiat, la marcia dei professionisti contro la pressione fiscale….Non è piu’ la manifestazione pubblica del disagio; e la certificazione ufficiale di “non rappresentatività” della politica e delle istituzioni.