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Porto di La Spezia: “grazie” a chi ha fatto ripartire il tritacarne….

Fra i due litiganti il terzo gode…nel caso di La Spezia e del suo porto andrebbe modificato e letto in..fra i due litiganti il terzo ragiona.

E il terzo sono gli operatori portuali che hanno invitato in particolare il Sindaco di La Spezia, Federici in rotta di collisione con l’Autorità portuale e il suo presidente, Forcieri, a moderare i toni, a parlare con cognizione di causa e a non correre il rischio di metter benzina sul fuoco di ambientalisti e comitati sempre pronti a attizzare la miccia della contrapposizione fra porto e città o fra porto e ambiente.

Gli operatori portuali di La Spezia si sono dichiarati pronti a impegnarsi in prima persona e a svolgere una funzione di garanzia per uno sviluppo eco-compatibile del porto. A dare la disponibilità a svolgere il ruolo di sentinelle dell’ambiente e della convivenza “pacifica” fra crescita/conquista di nuovi traffici per lo scalo marittimo e la tutela anche degli interessi diffusi delle comunità cittadine, è stato Andrea Fontana, in rappresentanza della port community rappresentata dal La Spezia Port Service.

“Non ha senso dividersi e contrapporsi, non ha senso giocare con tensioni ambientaliste che sono del tutto infondate; non ha senso ed è pericoloso – afferma Fontana – che a farlo siano istituzioni che dovrebbero essere consce e consapevoli di quanto pericolose potrebbero essere le reazioni a catena che dichiarazioni avventate potrebbero innescare”.

A La Spezia “si è montato un caso per materiali che non vengono a contatto con l’ambiente in quanto passano da stive a silos ermeticamente chiusi tramite un impianto di pompaggio pneumatico in piena sicurezza esattamente come avviene in tutti i porti italiani”.

Secondo La Spezia Port Service le polemiche e le contrapposizioni di questi giorni, basate spesso su considerazioni del tutto infondate circa la non compatibilità ambientale di talune tipologie di traffico, al contrario iper-sicure, rischiano di produrre fratture fra porto e città di cui oggi l’economia, sia della città che del porto, non hanno proprio bisogno”.

Purtroppo l’appello degli operatori potrebbe essere arrivato tardi. La disinvoltura politica e istituzionale i suoi danni li ha già prodotti. Da un lato, i miticoltori che invocano lo stop dei dragaggi, dall’altro le associazioni ambientaliste che vogliono bloccare, via Tar, i lavori di ampliamento del terminal container; e infine, i vari comitati contro eneri che non esistono o contro ontainer che impediscono la vista del golfo…