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Porti in cerca di…..chi decide?

Mentre il dibattito sui contenuti della riforma portuale langue, anche perchè a definire riforma la piccola creatura scaturita dalla legge Madia sulla pubblica amministrazione ci vuole davvero tanta fantasia…. ebbene mentre si vocifera di una possibile accelerazione a fine aprile, su un interrogativo poco ci si interroga. Chi farà davvero le nomine dei nuovi Presidenti delle Autorità portuali di sistema.
Detto che queste Autorità non avranno proprio nulla di sistemico visto che le integrazioni fra i porti che saranno “fusi” i limiterà a un ufficio nella torre dove il nuovo presidente guarderà le Autorità portuali fuse in una muoversi come se niente di nuovo fosse accaduto, esistono – ad essere raffinati – due scuole di pensiero circa il soggetto governativo che si incaricherà di nominar 15 presidenti. Secondo i cultori della legge e della correttezza di governo, non esisterebbero dubbi: le nomine spettano al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, che in bicicletta procederebbe a scelte politiche e tecniche talora confermando, talora cancellando presidenti in carica. Come per altro già accaduto in questi giorni con la clamorosa (e non gradita a Deborah Serracchiani) epurazione di Galliano Di Marco, sostituito da un commissario a Ravenna.

La seconda scuola di pensiero è piu'”moderna” e forse piu’ realista. Difficilmente il Presidente del Consiglio che sulle nomine non ha rinunciato neppure a quella dell’ultimo uscire, delegherà al ministro (che per altro non ama) una partita cosi’ ghiotta come quella relativa al controllo dell’intero comparto portuale. I maligni sussurrano che Luca Lotti, il Richelieu di Palazzo Chigi, stia già scartando un nuovo mazzo di carte, con figure del tutto (o quasi nuove), pescate fra gli amici fidati,  compagni di week end….Se cosi’ fosse si delineerebbe una certezza: Delrio non nominerebbe neppure un segretario generale.

Si vedrà. Intanto il Matteo nazionale avrebbe tutt’altro che fretta.