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Porti: commissari senza regione

Vade retro Regione…all’ultima conferenza Stato-Regioni il governo non ha accettato neppure una singola proposta o ipotesi di lavoro che arrivasse dalle amministrazioni regionali coinvolte, sul tema della riforma portuale e specialmente le nomine dei nuovi Presidenti.

Dopo la bordata relativa all’età e quindi a una presunta esclusione dalle nomine di tutti i presidenti in età pensione, si è sparsa anche la voce di una proposta di Debora Serracchiani favorevole a nomine junior. Basta. Svecchiamo avrebbe affermato l’agguerrita responsabile Trasporti del PD. Se superi i trent’anni non vai al timone.

Al di là di queste novità ( che certo non hanno soddisfatto Lorenzo Forceri, Franco Mariani, il decano Giuliano Gallanti e Paolo Costa tutti in età matura) si vocifera che la vera intenzione del governo sia quella di escludere del tutto le Regioni dall’ondata di almeno 15 nomine politicamente preziose.

Come? Semplicissimo. Non si nominano presidenti per i quali ci sarebbe bisogno per il governo di un parere vincolante del Presidente della Regione competente, ma si fanno 15 commissari, con tempi di commissariamento che potrebbero raggiungere e superare i due anni. Fatta la legge trovato l’inganno e il secondo inganno potrebbe affiorare sulla responsabilità delle nomine governative. Ufficialmente sarebbe il ministro Graziano Delrio, ma difficilmente Palazzo Chigi si farà sfuggire l’opportunità di collocare altre quindici tessere nel grande mosaico delle nomine italiane. Qualche contropartita alle Regioni si potrà pur trovare.