italian ports reform

Porti: candidato sarai tu….

Contrordine….a meno di sette giorni da un secco no alle Regioni, il governo del se e del ma o del si potrebbe riapre la porta alle Regioni (quelle stesse che si erano prese la porta in faccia) e si dice possibilista rispetto all’ipotesi di una proroga di tre anni nell’autonomia amministrativa delle Autorità portuali che dovrebbero fondersi fra loro. Prime fra tutte Savona e Genova e Napoli e Salerno.

Considerando i venti che soffiano sul governo, da Guidi alla Boschi, di certo non c’è davvero niente. Per altro già la riforma navigava e naviga a vista fra i decisionisti e i possibilisti. Sulle cabndidature si passa poi a volo radente sulla testa di tecnici e di politici di vecchia guardia come se si trattasse in fondo di un dettaglio marginale.

Un esempio per tutti: il porto di Genova. Pochi giorni fa tre Comuni si erano spesi per l’astro nascente delel società pubbliche in liquidazione (l’ultima è la Fiera di Genova) Ariel Dello Strologo, un passato al vertice della comunità ebraica genovese, quindi un balzo nelle società pubbliche, fra cui la Porto Antico e la Fiera. Un po’ poco per rispondere ai dettami di una legge che vorrebbe al vertice delle AP uno che di porto capisca qualcosa. A Dello Strologo era stato contrapposto Marco Simonetti, che di porti decisamente qualcosa capise e che piacerebbe (e questo potrebbe rappresentare paradossalmente il suo elemento di debolezza) anche al PD renziano e  in particolare a Debora Serracchiani. Ora tornano in voga Sandro Biasotti, ex proprietario di una società di autotrasporto, ex presidente della Regione, coordinatore di quello che resta di Forza Italia in Liguria e senza ombra di dubbio conoscitore degli intrecci  e degli equilibri, oggi precari, che hanno governato il porto negli ultimi trent’anni.Molto dipenderà dal peso specifico che saprà esprimere il governatore della Liguria, Giovanni Toti. E infine la voce ricorrente: tutti giovanissimi ai vertici del porto. Pare che i renziani stiano già esaminando le liste dei neo-nati nei maggiori ospedali genovesi. Tanto il rischio che della riforma si riparli fra anni, si fa ogni giorno piu’ concreto.