smog

Polveri sottili come le strategie

Cosa non è stato fatto per combattere lo smog nelle città

Blocco totale a Milano, targhe alterne a Roma, ma anche trasporti pubblici che non funzionano. L’Italia corre ai ripari con ridicole misure tampone, quando le polveri sottili entrano nei polmoni dei cittadini delle grandi città e quando la prolungata siccità ha fatto venire a galla tutto il non fatto in anni e anni di propaganda vuota di contenuti.

Come emerso dalla conferenza di Parigi sul clima, i problemi dei grandi centri urbani sono probabilmente irrisolvibili: l’aumento della popolazione, lo sviluppo economico e la crescita dei trasporti nelle aree urbane richiedono l’urgente attuazione di politiche per affrontare l’impatto del trasporto crescente ha sui cambiamenti climatici globali.

La domanda di trasporto totale è aumentata negli ultimi decenni sia nelle città sviluppate sia in quelle in via di sviluppo con tutti gli indicatori in forte crescita: dall’uso dei veicoli a motore ai viaggi pro capite, dalla lunghezza del viaggio al numero di famiglie, dal progresso tecnologico ai prezzi in calo. Entro il 2050, dei 2,7 miliardi di abitanti delle città aggiuntive, il 94% vivrà nei paesi in via di sviluppo. Le attività di trasporto nei paesi in via di sviluppo continueranno a crescere in modo esponenziale se non saranno attuati reali sforzi di mitigazione atti a favorire lo sviluppo sostenibile dei trasporti. Mentre le città si trasformano, così dovrebbero fare anche le loro politiche per ridurre le emissioni di carbonio dei trasporti.

Il settore dei trasporti è uno dei principali imputati per le emissioni di anidride carbonica (CO2) principalmente a causa della sua dipendenza dai combustibili fossili. I trasporti contribuiscono al 23% delle emissioni globali di CO2 e questa percentuale è destinata ad aumentare del 40% entro il 2035. Il livello di emissioni di CO2 del trasporto è direttamente correlata alla distanza totale percorsa, alle modalità del trasporto e alle La Conferenza di Parigi ha evidenziato come il cambio possa solo avvenire solo attraverso una differente pianificazione dell’uso del territorio, lo sviluppo di servizi efficienti di trasporto pubblico, nuove strategie di prezzo, incentivi e regolamenti governativi.

Ormai sono svariati gli esempi di best practices: i servizi di trasporto e sistemi innovativi utilizzati  in varie parti del mondo, hanno dimostrato di poter influenzare i livelli di emissione. Veicoli di mobilità in comune, tra cui ridesharing on-demand, e automatizzati sono due esempi in cui le tecnologie innovative possono introdurre cambiamenti drastici sul consumo di energia e delle emissioni di CO2. Il  beneficio netto di un nuovo sistema di mobilità urbana che fa perno su  mobilità condivisa e automatizzata dipenderà dalla progettazione del sistema, dalla scelta del tipo di veicolo, dal livello di penetrazione del mercato e la disponibilità di sistemi di trasporto pubblico di alta capacità complementari.