lspezia community

La Spezia dà lezione di portualità

Ci sono voluti ancora una volta quei provinciali – come i genovesi li hanno sempre considerati – degli spezzini per dare una lezione magistrale di portualità. Altro che scagni nei caruggi, altro che Govi e i suoi “manezzi”. Quei contadinotti venuti giu’ dalle valli per conquistare – come diceva Ravano – un posto piu’ comodo sulle banchine anzichè spezzarsi la schiena sulle fasce fra gli olivi, hanno insegnato una volta di piu’ che innovazione si coniuga con coesione e non con invidia o tradimento. Hanno insegnato che conservazione non fa rima, specie nei fatti, con futuro.

Lo hanno fatto mettendoci la faccia in un convegno organizzato per lanciare un loro sogno, per credere che esista una terza via fra la conservazione (che paga pochi e i soliti pochi)  e una nuova formula logistica che consenta di rovesciare a favore di tanti una rivoluzione dei container che potrebbe essere fatale per chi la subisce passivamente.

Difronte alla corsa al gigantismo navale, la community portuale spezzina (agenti marittimi, spedizionieri e spedizionieri doganali) riunita nel La Spezia Port Service lo ha detto a chiare lettere: non solo che non ha nessuna intenzione di essere spazzata via dall’onda lunga di migliaia di container rovesciati a terra dalle navi giganti, ma anche di sopportare le minacce doganali di spostare tutte le operazioni all’interno a chilometri di distanza da quelle oste che in questo modo subirebbero solo i danni lasciando ad altri gloria e occupazione.

Nel corso del convegno organizzato per scoprire “Il valore del porto”, nella splendida cornice del Porto Lotti, Giorgia Bucchioni (degna erede per combattività del padre Giorgio Santiago) Laghezza, Fontana, Pisano, Borra, AVena e gli altri hanno presentato un manifesto futurista: quello di un porto che non ci pensa nemmeno di essere usato come un tubo di scorrimento rapido, ma che nelle aree di Santo Stefano Magra vuole realizzare quella continuità territoriale con le banchine che in nord Europa si chiama porto lungo e dry port. Creando economia vera, generando occupazione e garantendo una volta di piu’ a La Spezia quei ritorni che si è conquistato sul campo.