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La Cina vara la prima legge speciale anti-terrorismo

Per la prima volta nella sua storia la Cina, a conferma della serietà delle minacce emerse anche durante le feste natalizie, ha approvato una legge anti-terrorismo.

La nuova legge, che entrerà in vigore già in gennaio, fornirà un sostegno legale alle attività antiterrorismo del paese, così come per i rapporti di collaborazione in tema di security con soggetti internazionali.

Perno della nuova normativa una task force unificata nazionale incaricata di indagare sulle cellule terroristiche, e coordinare tutte le attività anti-terrorismo a livello nazionale.

Lo Stato fornirà un sostegno finanziario necessario per regioni chiave elencate nel piano antiterrorismo del paese, considerando che le forze anti-terrorismo professionali saranno fornite dalla pubblica sicurezza, dalle autorità di sicurezza nazionali, nonché dalle forze armate.

Sarà istituito un centro di intelligence nazionale per coordinare gli sforzi interdipartimentali e trans-regionali in materia di lotta al terrorismo intelligence e di informazioni.

Per “terrorismo” si intende qualsiasi “idea e attività  che, con violenza, sabotaggio o minacce, genera il panico sociale, mina la sicurezza pubblica, viola i diritti personali e patrimoniali, e minaccia gli organi di governo nonchè organizzazioni internazionali  con l’obiettivo di realizzare determinati scopi politici e ideologici”.

“La Cina – si legge nel testo della legge – si oppone a qualsiasi tipo di stremismo che cerca di istigare all’odio, incitare alla discriminazione e la violenza distorcendo dottrine religiose”.

La nuova legge è approvata in un momento delicato per la Cina e per il mondo in generale – gli attacchi terroristici a Parigi, l’abbattimento di un aereo passeggeri russo sull’Egitto, e le uccisioni brutali degli ostaggi commessi da Stato islamico (IS) rappresentano anche per la Cina una minaccia ormai ineludibile..

La legge stabilisce i principi fondamentali per il lavoro la lotta al terrorismo e rafforza le misure di prevenzione, la gestione, la punizione e la cooperazione internazionale.

In base alla nuova proposta di legge, operatori di telecomunicazioni e fornitori di servizi Internet sono tenuti a fornire supporto tecnico e assistenza, tra cui decrittazione, alla polizia e alle autorità nazionali di sicurezza nella prevenzione e investigazione di attività terroristiche. Sono per altro tenuti anche a evitare la diffusione di informazioni sul terrorismo e l’estremismo.

A quanto è dato sapere il peggiore attentato in Cina risale al marzo 2014 quando ventinove persone furono uccise e decine ferite da più aggressori armati di coltello in una stazione ferroviaria nella capitale dello Yunnan, Kunming.

Un articolo della nuova legge permette alle  forze di polizia, di fronte attaccanti violenti con pistole o coltelli, usare le armi direttamente in situazioni di emergenza.

Una norma specifica riguarda anche la diffusione di notizie sul terrorismo: nel caso di un attacco la nuova legge vieta a istituzioni o individui di costruire e diffondere le informazioni sugli incidenti terroristici, divulgare dettagli di attività terroristiche che potrebbero produrre imitazione, né pubblicare scene di crudeltà e disumanità in attività terroristiche. Anche i mezzi di informazione devono attenersi a norme che prevedono autorizzazioni specifiche per la diffusione di informazioni o immagini.