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E se “Marco Polo” Costa avesse ragione?

Tornato dal suo ultimo viaggio in Cina, Paolo Costa, attuale presidente dell’Autorità portuale di Venezia, nonchè ex ministro dei Trasporti ed ex Commissario Ue, ha affermato che l’interesse degli investitori cinesi per una grande piattaforma offshore che funga da centro di smistamento container per le navi giganti, c’è ed è concreto. Secondo voci bene informate alcuni influenti finanziatori della Repubblica popolare, avrebbero inserito già Venezia nel round trip delle grandi navi che attraverso la piattaforma lagunare potrebbero smistare i loro container verso altri porti dell’Adriatico e quindi, attraverso la mitigazione dell’impatto logistico resa possibile dalla piattaforma, consentire a questi carichi di raggiungere il centro e l’est Europa.

C’è da chiedersi se Paolo Costa, soprannominato Marco Polo, per i suoi frequenti viaggi a oriente, sia un visionario o se effettivamente la piattaforma offshore possa rappresentare una via d’uscita dal cul de sac in cui sguazzano i porti europei e in particolare quelli italiani.

L’impressione è che gli investitori cinesi che hanno anche sperimentato quanto rischioso possa essere un porto a ridosso delle case, guardino al progetto veneziano non solo in funzione mediterranea, ma – suggeriscono in molti – per riprodurlo lungo le coste cinesi, dove le scelte (negative o positive che siano) maturano comunque in tempi compatibili con il mercato.