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Cambia il commercio mondiale. Inaugurato il “raddoppio” del canale che unisce i due oceani

Con il transito del gigante dei mari Cosco Shipping Panama del gruppo armatoriale cinese China Cosco Shipping Corporation, con a bordo 10.000 container, è stato inaugurato, tre giorni fa, l’ampliamento del Canale di Panama, realizzato con l’attivazione di una terza nuova serie di chiuse.
Dopo il raddoppio del canale di Suez – inaugurato lo scorso anno – che oggi permette il passaggio di 97 navi al giorno, era ovvio che l’altro grande canale navigabile del mondo, non restasse a guardare.
Sette anni di lavori, 40.000 persone nei cantieri, 6 miliardi di dollari di spesa per un’opera che, inaugurata dal Presidente panamense Varela, è molto ambiziosa e molto “made in Italy”. Due anni fa, infatti, il progetto è stato bloccato in seguito ad un contenzioso con il committente. Ed è grazie alla guida della Salini Impregilo, subentrata alla spagnola Sacyr, che si è potuto risolvere l’arbitrato, con costi extra valutati in quasi 3 miliardi di dollari.
Il progetto realizzato da Salini Impregilo ha introdotto importanti innovazioni per il mondo delle costruzioni, per esempio con la creazione di un sistema di grandi bacini comunicanti che consentono il risparmio del 60% di acqua ad ogni passaggio delle chiuse, mentre con il vecchio canale l’acqua utilizzata per il transito delle navi continuerà a defluire interamente in mare. Inoltre, gioiello del progetto sono le 16 gigantesche paratoie in acciaio costruite in Italia e trasportate via mare nel corso dei sette anni di costruzione. Ognuna di queste paratoie – ha spiegato la società – esegue in appena quattro minuti il proprio compito, che è quello di aprire e chiudere le camere d’acqua che, funzionando come enormi montacarichi, consentono alle mega navi di superare il dislivello di 27 metri esistenti fra il lago artificiale “Gatun” ed i due oceani.
Dalle nuove chiuse potranno passare navi capaci di trasportare 14.000 container, contro i 4.400 del passato. La rivoluzione nei commerci mondiali è, quindi, iniziata e i cantieri di tutto il mondo si stanno adoperando per costruire questi nuovi giganti del mare, così come i porti, che si stanno attrezzando per consentirne l’attracco. E la sfida deve essere accolta anche dai porti italiani. L’ampliamento del canale di Panama, che coincide con quello di Suez, potrebbe, infatti, mettere il Mediterraneo al centro di molte rotte. L’Italia, attualmente, è la terza nell’Ue, per traffico merci, con 473 milioni di tonnellate, e prima in Europa nel corto raggio. In 20 anni il volume del traffico nel Mediterraneo è cresciuto del 425%, con un incremento annuale che supera il 20%. Ma la concorrenza dei porti stranieri si fa sentire: servono novità sia nelle Autorità Portuali che nelle infrastrutture. Insomma, i principali porti italiani soffrono ancora troppo la concorrenza nel Mediterraneo.
G.S.