palazzo San Giorgio

AP di Genova colpita e…..

Il primo siluro ha colpito direttamente la sala macchine. L’Autorità portuale di Genova è ancora a galla, ma – chiosando termini marinareschi – non manovra. Un rapporto della Corte dei conti e una parallela indagine in corso con il coinvogimento della GdF hanno acceso i riflettori su quello che il Secolo XiX di Genova ha definito un vero e proprio “bengodi”. Dirigenti, in primis il segretario generale, super-pagati, con indennità da record sono sotto la lente d’ingrandimento (si fa per dire, visto che piu’ grandi e consistenti di cosi’ le loro buste paga non potrebbero essere).

La credibilità dell’Autorità portuale che era riuscita sino a oggi a mettere la polvere sotto il tappeto, è seriamente ompromessa.

Ma – secondo molti – sarebbe solo l’inizio. Altri siluri si preparano ad essere lanciati. In ordine di tempo quello relativo al ritardo ormai decennale nei lavori infrastrutturali e al rincaro record che queste opere hanno già subito.

Quindi le concessioni, ivi compreso l’incrocio azionario fra i due maggiori terminal.

Quindi il caso Compagnia unica. Da un lato, il metodo quantomeno originale, che è stato usato per coprire i buchi di bilancio della Culmv, in parte on soldi pubblici, in parte on incoraggiate donazioni dei privati.  Dall’altro, le responsabilità sulla crescita esponenziale dei soci della Compagnia stessa.

Reggerà lo scafo dell’AP a queste bordate? Di certo alla sua tenuta guarda con preoccupazione l’ex presidente Merlo, entrato recentemente in squadra on il ministro Delrio, ma…perchè no, anche altri presidenti, om Giuliano Gallanti che ha quantomeno assistito senza intervenire alla crescita record degli organici Culmv.