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Al via la prima Conferenza di Coordinamento delle nuove Autorità di Sistema Portuale

La riforma portuale, seppur a rilento, si avvia a mettere a punto i propri organismi. Si è, infatti, riunita per la prima volta, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Conferenza Nazionale di Coordinamento delle AdSP, prevista dall’art.11-ter della legge 84/94. Il tavolo, presieduto dal ministro Graziano Delrio e composto dai presidenti delle 15 Autorità di Sistema Portuale, ha il compito di coordinare e armonizzare, a livello nazionale, funzionamento, sviluppi e investimenti dei porti italiani.
Tre i punti all’ordine del giorno: 1. Organismo di Partenariato della Risorsa Mare; 2. Linee Guida per la Gestione dello Spazio Marittimo Europeo; 3. disponibilità finanziarie per i porti.
Per quanto riguarda l’ Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, organo soltanto consultivo che ha sostituito i vecchi Comitati Portuali, durante la seduta si è proceduto ad individuare i criteri di scelta delle associazioni nazionali “piu’ rappresentative” di ciascuna categoria.
Il secondo tema riguarda le Linee Guida per la Gestione dello Spazio Marittimo Europeo, sulla base della direttiva europea 89/2014 -recepita con oltre un anno di ritardo – volta a pianificare lo spazio marittimo e ad organizzare le attività umane nelle zone marine per conseguire obiettivi ecologici, economici e sociali.
Le “Linee guida” – riferisce un documento del Ministero delle Infrastrutture – “sono strumento fondamentale per il percorso metodologico da seguire per i piani di gestione dello spazio marittimo, individuando le aree di riferimento, comprese quelle terrestri rilevanti per le interazioni tra terra e mare, e definendo un sistema di governance che assicuri un costante coinvolgimento di tutte le parti economiche e sociali interessate”. Si è iniziato a discutere sui criteri, sarà poi il Comitato tecnico del MIT ad elaborare, per ogni area marittima, i piani di gestione dello spazio marittimo. Piani che saranno, poi, sottoposti al tavolo interministeriale di coordinamento – istituito dal decreto legislativo 210/2016 che ha recepito la Direttiva europea – per la definitiva approvazione.
Infine, novità importanti riguardo alle disponibilità finanziarie. E’ prevista, infatti, una dotazione di 500 milioni di euro da ripartire tra diversi settori e spendibili sin da ora, in cui il settore portuale risulta tra i privilegiati. Le risorse che affluiranno al fondo saranno destinate alla progettazione di fattibilità tecnico economica di opere di preminente interesse nazionale. Inoltre, è stato annunciato che nelle casse della Direzione Generale competente del MIT affluiranno circa 320 milioni in più per il settore portuale.
Insomma, come più volte ribadito dallo stesso ministro Delrio, è necessario che i porti italiani inizino ad operare come un sistema integrato; solo così saranno in grado di reggere la concorrenza internazionale.

G.S.