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Aeroporti: tempo di shopping

Riflettori accesi sulle 3 big italiane

Secondo una recente ricerca condotta da LeighFisher Andy Carlisle il 2016 potrebbe diventare l’anno del grande shopping aeroportuale. E di mezzo potrebbe finirci anche ADR Fiumicino che ha chiuso il 2015 con uno score di 40 milioni di passeggeri in transito e una crescita del 5%, ma che nel corso dell’anno appena concluso ha subito le conseguenze catastrofiche dell’incendio nel T3 e ancora una volta denuncia un forte ritardo sul piano di potenziamento varato anni addietro. A trainare la crescita sono stati i 50 nuovi voli inaugurati nel corso dell’anno.

Per non parlare di Sea Milano.  Sea e Sacbo di Bergamo (Orio al Serio) viaggiano verso la fusione e la regione Lombardia vuole essere della partita. Quel 30 per cento di Sacbo di proprietà di Sea potrebbe diventare tranquillamente della regione. La strada potrebbe, però, essere anche quella di un aumento di capitale anziché l’acquisto di quote. Dopo la nomina degli advisor da parte di Sea (Bnp Paribas) e Sacbo (Mediobanca) per definire il valore delle società, anche il Comune di Milano ha emesso un apposito bando per la ricerca del proprio advisor con scadenza l’11 gennaio 2016. L’unione tra le due società di gestione di Malpensa e Linate e Orio al Serio o la costituzione di una newco farebbe nascere una realtà da 800 milioni di euro circa di fatturato se si guarda ai ricavi delle due singole società registrati nel 2014. Mentre il traffico sfiorerebbe quota 37 milioni di passeggeri l’anno.

Per non parlare di Venezia, dove Marco Polo Holding ha rilevato l’8,75% di Save dalla Banca Popolare di Vicenza e Finint è salita, considerate anche le quote detenute direttamente o attraverso altre controllate, al 59,6% dell’aeroporto in Laguna. Marco Polo Holding, il veicolo controllato da Agorà, a sua volta partecipato al 57% dalla Finint di Enrico Marchi e Andrea De Vido e al 43% da Morgan Stanley, rafforza quindi definitivamente la presa su Saveportandola a un passo dal 60% del capitale.

Le tre big del mercato aeroportuale italiano potrebbero essere ora pronte ad aprirsi a ollaborazioni, anche societarie, importanti a livello internazionale.

Il business a livello mondiale ha visto a partire dal 1980 (con la vendita di BAA) un forte sviluppo delle privatizzazioni che ha visto un ulteriore sviluppo causato dalla crisi economica di molti paesi specie dell’area europea.

Guardando al futuro, le operazioni di maggior rilievo aeroportuali dovrebbero essere ulteriori privatizzazioni francesi come quelle degli aeroportuali regionali Nice Côte d’Azur e Lione-Saint Exupéry che dovrebbero essere finalizzate  entro il 2016.

La privatizzazione di aeroporti internazionali di Osaka Kansai e Itami in Giappone rallentata dall’esistenza di una sola offerta, potrebbe ritrovare impulso nei prossimi mesi.

In Europa nel 2016 il governo serbo prevede di privatizzare Belgrado Nikola Tesla, a il governo greco il restante 55% del capitale di Aeroporto Internazionale di Atene.

Sul fronte delle PPP, partnership privato-pubblico  si profila come interessante lo sviluppo del nuovo aeroporto Navi Mumbai in India, ma anche la definizione della concessione per un nuovo aeroporto a Mopa nei contratti di Goa.

Il governo brasiliano ha avviato il terzo round del suo programma di privatizzazione potrebbe portarlo a termine nel primo semestre di quest’anno; nuove concessioni in vista anche per gli aeroporti di  Saint Lucia, Giamaica e Ecuador.

Esiste anche la prospettiva di assegnazione della concessione per un secondo aeroporto a Sydney anche se  se il proprietario dell’attuale aeroporto di Sydney vanta il diritto di prelazione anche sul secondo scalo.

Infine, un ruolo importante potrebbe essere giocato da Fondi infrastrutturali come ad esempio, Abertis e Hochtief . Nel mirino potrebbero finire il London City – che i proprietari GIP hanno messi in vendita e a una quotazione di circa 2 miliardi di € e London Gatwick.