mission impossible

AAA Cercasi 15 presidenti di porto

Tempistica: 17 luglio termine entro cui (a patto che non chiedano qualche audizione, e cinque Commissioni di Camera e Senato dovranno licenziare si presume senza particolari modifiche il testo del decreto legge sulla riforma portuale; poi immediata convocazione del Consiglio dei ministri che dovrà approvarlo in via definitiva; a seguire 15 giorni per la sua pubblica sulla Gazzetta ufficiale; 17 luglio pi 7 fa il 24 luglio, pi 15 fa il 9-10 agosto. Poi vanno aggiunte le procedure di negoziazione con le Regioni, che a loro volta dovranno seguire un iter amministrativo quantomeno di informazione della Giunta.  Difficilmente il 10 agosto cadranno le stelle nella forma di 15 presidenti, 15 segretari generali, 6 o 7 direttori di porto (quello fuso con il vicino piu’ grande). Tutto rinviato a settembre, ma attenzione li’ siamo già in piena campagna referendaria. E appare quantomeno improbabile che un governo e un presidente del Consiglio che sul referendum hanno giocato un carico da novanta, compiano scelte che comunque alienerebbero una parte dei consensi e che invece, se non compiute, favorirebbero una captatio benevolentiae da parte del corpo elettorale, dei partiti (se ancora esistono) e dei gruppi di potere locali.

A tutto si aggiunga un piccolo particolare non marginale. Dove pescare 15 presidenti che non siano i soliti parlamentari trombati, o magari i consiglieri provinciali in uscita da Province che no esistono piu’? La riforma fissa requisiti precisi e nel paniere del supermercato porti, questo prodotto scarseggia.

Come emerso a margine dell’assemblea nazionale di Federagenti, svoltasi a Traspani, se si fa eccezione per due o al massimo tre nomi, eufemisticamente si potrebbe affermare che la partita è aperta. Certo del posto sembra essere solo Zeno D’Agostino fedelissimo della Serracchiani che gli ha affidato il “suo” porto di Trieste. Probabile Garofalo per Messina-Gioia Tauro. Probabile con parecchi se e ma, Annunziata per Salerno-Napoli anche se le ultime voci di corridoio confermerebbero l’esistenza di crepe e incrinature nel rapporto fra il candidato presidente e il presidente della Regione Campania, De Luca.

Dato che la riforma attribuisce ai presidenti super poteri, sarebbe lecito attendersi super presidenti: Ma tra conflitti di interesse già esasperati nella legge, rischio avvisi di garanzia non appena attraverso la porta di ingresso delle nuove Autorità portuali di sistema, il compito del ministro Delrio (ma sarà davvero lui a a fare le nomine o Palazzo Chigi dirà qualcosa di piu’ della sua?) appare davvero una Mission Impossible.